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mercoledì 6 novembre 2013

[libro - recensione] Duma Keys (2008)

Il Re e' sempre il Re...

Dopo una carriera lunghissima ed un interminabile elenco di libri (molti dei quali capolavori, pochissimi quelli veramente brutti) riesce a tirare fuori dal cilindro un libro bellissimo e soprattutto scritto in maniera spettacolare.

Ormai i detrattori di King stanno zitti, impossibile continuare a definirlo scrittore "di genere" : il suo genere e' quello che gli suggerisce la sua fervida immaginazione e senza problemi di sorta si e' cimentato in opere non-horror (Stand By Me su tutti).
E chi invece lo taccia di essere spesso prolisso... beh, a volte lo e', devo ammetterlo... ma e' un peccato veniale, ammettiamolo.

Come l'inizio di Duma Key... per le prime 50 pagine sono rimasto estasiato dalla prosa e dallo svolgersi davanti ai miei occhi della storia di Edgar Freemantle (voi Kingofili sapete questo cognome cosa rievoca :D ), che per molti versi sembra essere semi autobiografica : nel libro un'incidente mostruoso sta quasi per uccidere il protagonista. Rimarrà vivo, ma senza un braccio e con un occhio cieco; nella realtà King e' uscito mezzo morto da un tremendo incidente motociclistico costringendolo a mesi di terapie e ben 7 operazioni chirurgiche per tornare in pista.

Il libro si svolge come una sorta di diario dello stesso Freemantle che racconta gli avvenimenti (fantastici/misteriosi/tragici) che gli sono capitati dopo essersi trasferito nelle Keys al fine di riprendersi dall'incidente... E a Duma Keys ricevera' un dono, ma sara' costretto a pagare un conto salato per questo.

Eccezionali come al solito i personaggi co-protagonisti/di contorno e eccezionale lo svolgersi della storia, che svela il lato paranormale molto piu' avanti nella narrazione e risultando ottimamente realizzata.

Uno dei suoi capolavori a mio avviso!


giovedì 3 ottobre 2013

[libro - recensione] Criptozoico (1967)

C'è un qualcosa che ritengo essenziale quando recensisco un libro di fantascienza : la verosimiglianza.
Ovviamente in un genere come la Fantascienza non è possibile avere i piedi completamente ancorati alla realtà o non paventare fantastiche creazioni tecnologiche o incredibili evoluzioni, ma non posso prescindere dal fatto che tutto ciò deve avere una sua qualche logica (quantomeno nel microcosmo del libro) ed una verosimiglianza che lo scrittore deve essere in grado di dargli.

E questa a mio avviso è la più grande pecca di questo libro.
Lo scrittore ci parla di viaggi mentali, fluire del tempo ed inizio/fine del mondo dandoci una interessantissima teoria riguardante il tempo stesso ma che, oltre ad essere veramente estrema (qualcosa di non invalidante, data la tematica) basa il tutto su una lista di teorie e congetture che sembrano essere stabili quanto un castello di carte costruito sopra ad un gatto sveglio!

Il libro è anche abbastanza godibile ma alcuni paragrafi sono veramente di difficile digestione, sia per lo stile della scrittura e per tutte le nozioni (reali, basate quindi sul nostro mondo quali la descrizione di malattie mentali, o immaginarie, tra cui le precedentemente citate teorie sul tempo e similari) di cui sono infarciti.

I personaggi sono sufficientemente caratterizzati ma nessuno di loro ha quel qualcosa in più che ve li farà rimanere in mente anche dopo la fine del libro.

mercoledì 2 ottobre 2013

[libro - recensione] Enclave (Razorblade libro 1 - 2011)

Questo è un libro che parla di un mondo dopo un olocausto nucleare, dove i sopravvissuti sono ora divisi in tribù con differenti tipi di società simil-arcaiche e con pericoli derivanti da mutazioni e violenza.
Tutte queste cose suonano più di un campanello nella vostra mente?
Certamente, ci sono tantissimi libri che narrano storie simili : alcuni sono buoni, altri decenti, altri pessimi.

Bene, qui stiamo parlando di un libro del primo tipo perchè la il mondo del dopo olocausto delle Aguirre è vivo, profondo e zeppo di cose e situazioni interessanti.
La storia mi ha preso fin dall'inizio, tenendo i miei occhi fissi sulle pagine parola dopo parola, ansioso di scoprire cosa Deuce ed i suoi amici avrebbero affrontato dietro il successivo angolo, aspettando di vedere come le cose (ed i personaggi) si sarebbero evoluti.
Parlando dei personaggi... sono ben definiti ma non statici, crescono di pagina in pagina, forgiati dagli eventi e dall'ottima penna della scrittrice che riesce a farlo usando spesso solo poche parole.

Non vedo l'ora di proseguire nella storia!