mercoledì 2 ottobre 2013

[film - recensione] I Diari di Chernobyl (2012)

Era il 1986 ed avevo 10 anni... Ricordo ancora quando la notizia apparve in tv e sui giornale. Le parole spese su quello che era successo, sulla nube radioattiva che avrebbe potuto colpire ovunque, della povera gente che era morta e di quelle che presto le avrebbero seguite.
Proabilmente 10 anni non erano abbastanza per capire a pieno la magnitudo di un disastro simile, sicuramente non allora ma ha lasciato un segno profondo negli anni a seguire.
Con il passare del tempo Chernobyl non è mai completamente scomparse dalle nostre menti (immagino sia invece scomparsa da quelle di chi siede nella stanza dei bottoni, ma questa è un'altra storia) e racconti, leggende hanno cominciato a fiorire.
Parliamo chiaramente : il luogo, la sua storia, tutte quelle voci che circolavano, il senso di segretezza che sembrava nascondere qualcosa, tutto ciò è un richiamo fortissimo per l'immaginazione delle persone e al storia della cinematografia dell'orrore è piena di storie dove mutazioni, olocausti e disgregamento della società è costruito attorno a disastri (o guerre) nucleari e Chernobyl è stato terreno fertile.

Senza andare troppo indietro nel tempo posso citare un buon sparatutto in prima persona (S.T.A.L.K.E.R.) ed ora quest film, che ci narra la storia di sei turisti (ed una guida locale) in un tour estremo nella città di Pripyat, dove gli operati del reattore di Chernobyl vivevano e che fu abbandonata velocemente, lasciando dietro di se una città fantasma. Ovviamente la gita si trasforma in un incubo (è un film horror d'altronde!) e i nostri eroi dovranno combattere per sopravvivere.

Bradley Parker (alla sua prima prova dietro la cinepresa dopo essere stato un tecnico degli effetti speciali in film come Fight Club, xXx, e Lake Placid) dirige un film dove, perlomeno, non vengono sfruttati troppi stereotipi soliti del genere, a parte il dualismo fra fratello buono (Jesse McCartney/Chris, meglio conosciuto come cantante ma con alcuni titoli, fra film e serie tv, alle sue spalle) e il fratello cattivo ed instabile (Jonathan Sadowski/Paul, solitamente attore da film tv ma che ha avuto una parte anche nel remake di Venerdì 13 di Nispel) ma manca assolutamente dove un film girato in un posto simile DEVE avere il suo punto di forza : atmosfera, atmosfear inquietante e malata!

Il tentativo di far montare la suspence per tutta la prima parte fallisce quasi del tutto, quindi anche il resto del film ne paga le conseguenze... per questo ma anche perchè tutto sembra succedere fin troppo in fretta o, meglio, non sembra che accada poi molto prima che la fine arrivi (che rimane comunque abbastanza facile da intuire).

La regia debole è anche il motivo per cui i vari personaggi sembrano alquanto piatti, nonostante gli attori non abbiano recitato male.
Tra di loro possiamo trovare Ingrid Bolsø Berdal (Cold Prey I/II, un film che sicuramente Parker ha mancato di vedere, in quanto pregno di ogni cosa che manca in questa sua opera), Nathan Phillips (Snakes on a planeWolf Creek), un attore solito alle serie tv (Devin Kelley - The Chicago Code) ed una caratterista (Dimitri Diatchenko, cattivone russo in alcuni film e serie tv).
Per concludere, questa è un'occasione persa per creare un buon titolo e tutta la colpa è sia del regista che del suo team di scrittori, ma è anche vero che in giro ci sono molti film parecchio peggiori di questo il quale comunque un po' riesce ad intrattenere.
Dategli un'occhiata
(le immagini animate non sono fatte da me)











[film - recensione] Antiviral (2012)

Alcuni spoilers sono presenti

Sono le menti malate che minano la società dal suo interno?
Oppure è la società stessa che è marcia ed infetta ognuno di noi in maniera diversa, così come un virus può far ammalare qualcuno ma essere inattivo per altri?

Mentre la società è dominata da pochi (I Potenti) è sicuro come l'inferno che ognuno di noi è condizionato da essa e spesso molti anelano di essere come i personaggi che la società pubblica sulle sue copertine patinate o sui grandi schermi.

Perciò ci sono persone che vestono esattamente come i loro idoli, che cambiano il colore dei capelli, cominciano a consumare bevande pubbliciazzate da loro in tv. Ci sono addirittura persone che subiscono operazioni chirurgiche per assomigliare al loro feticcio.
Ovviamente lungo tutta la storia del cinema molti registi hanno firmato il loro personale manifesto di denuncia e adesso si è unito a loro anche Brandon Cronenberg

Nel suddetto film la società civile ha raggiunto un livelo malato di isteria mediatica : le persone si recano in clinica per farsi iniettare le stesse malattie che hanno le loro star preferite... Ancora peggio, si nutrono di carne fatte crescere in laboratorio da cellule estratte da loro!

All'interno di questo triste e malato mondo un giovane venditore, che lavora per la leader mondiale dei suddetti business, cade definitivamente preda della sua stessa mania, guidando l'intera società verso l'ultima follia.

Brandon Cronenber, ovviamente figlio di David, dirige un film lento (mi ha ricordato parecchio il ritmo di Spider, opera proprio del padre) ma non noioso, tutt'altro. L'apparenza asettica di alcune scene crea un forte contrasto con le azioni bestiali che le persone vi attuano.

L'attore principale, Caleb Landry Jones (X-Men : First Class, The Last Exorcism), ha dato vita ad una performance assolutamente fantastica e nel film da segnalare anche la presenza del grande Malcom McDowell (credo non ci sia bisogno di elencare i suoi lavori)