giovedì 3 ottobre 2013

[libro - recensione] Criptozoico (1967)

C'è un qualcosa che ritengo essenziale quando recensisco un libro di fantascienza : la verosimiglianza.
Ovviamente in un genere come la Fantascienza non è possibile avere i piedi completamente ancorati alla realtà o non paventare fantastiche creazioni tecnologiche o incredibili evoluzioni, ma non posso prescindere dal fatto che tutto ciò deve avere una sua qualche logica (quantomeno nel microcosmo del libro) ed una verosimiglianza che lo scrittore deve essere in grado di dargli.

E questa a mio avviso è la più grande pecca di questo libro.
Lo scrittore ci parla di viaggi mentali, fluire del tempo ed inizio/fine del mondo dandoci una interessantissima teoria riguardante il tempo stesso ma che, oltre ad essere veramente estrema (qualcosa di non invalidante, data la tematica) basa il tutto su una lista di teorie e congetture che sembrano essere stabili quanto un castello di carte costruito sopra ad un gatto sveglio!

Il libro è anche abbastanza godibile ma alcuni paragrafi sono veramente di difficile digestione, sia per lo stile della scrittura e per tutte le nozioni (reali, basate quindi sul nostro mondo quali la descrizione di malattie mentali, o immaginarie, tra cui le precedentemente citate teorie sul tempo e similari) di cui sono infarciti.

I personaggi sono sufficientemente caratterizzati ma nessuno di loro ha quel qualcosa in più che ve li farà rimanere in mente anche dopo la fine del libro.

mercoledì 2 ottobre 2013

[libro - recensione] Enclave (Razorblade libro 1 - 2011)

Questo è un libro che parla di un mondo dopo un olocausto nucleare, dove i sopravvissuti sono ora divisi in tribù con differenti tipi di società simil-arcaiche e con pericoli derivanti da mutazioni e violenza.
Tutte queste cose suonano più di un campanello nella vostra mente?
Certamente, ci sono tantissimi libri che narrano storie simili : alcuni sono buoni, altri decenti, altri pessimi.

Bene, qui stiamo parlando di un libro del primo tipo perchè la il mondo del dopo olocausto delle Aguirre è vivo, profondo e zeppo di cose e situazioni interessanti.
La storia mi ha preso fin dall'inizio, tenendo i miei occhi fissi sulle pagine parola dopo parola, ansioso di scoprire cosa Deuce ed i suoi amici avrebbero affrontato dietro il successivo angolo, aspettando di vedere come le cose (ed i personaggi) si sarebbero evoluti.
Parlando dei personaggi... sono ben definiti ma non statici, crescono di pagina in pagina, forgiati dagli eventi e dall'ottima penna della scrittrice che riesce a farlo usando spesso solo poche parole.

Non vedo l'ora di proseguire nella storia!


[film - recensione] Cold Prey II (2008)

Ho visto recentemente il primo capitolo di questa saga ed ero veramente ansioso di vedere anche il seguito.
La domanda che era per lo più presente nella mia mente era "quale strafa il regista perseguirà?".
Per rendere le cose più chiare, il primo film si era chiuso in una maniera tale da chiamare a gran voce un seguito ma lasciando aperta la porta del "come diavolo questo succederà?"
Avrebbe seguito la strada di Jason, creando un killer immortale? O seguendo una strada più realistica?

Non sono qui per dirvi come è stato fatto ciò, vi basti sapere che a mio avviso hanno fatto la scelta migliore ed il secondo episodio (di quella che è al momento una trilogia) mantiene le ottime cose fatte vedere con il precedente.

Questa volta lo Jotunheimen è solo una presenza incombente e l'Hotel è stato rimpiazzato da un'Ospedale... ma la tensione e l'angoscia sono ancora alti, grazie ad una buona trama ed all'efficente lavoro del regista nel dare quell'atmosfera incerta e piena di aspettativa.

La storia in sè e ben lungi dall'essere originale, ma è solida e senza fronzoli ed anche se, come nel primo, capirete come le cose andranno a finire ciò non toglierà nulla all'esperienza.

Il regista in questo caso è Mats Stenberg (al suo primo lavoro in assoluto) mentre l'attrice principale è ancora Ingrid Bolsø Berdal, in una prova ancora superiore a quella già ottima data in Cold Prey.

(le immagini animate non sono fatte da me)


[film - recensione] Cold Prey (2006)

Amo la Scandinavia... Sono pazzo per la loro cultura, storia e mitologia sin da quando ero un ragazzino.
E sono stato in Norvegia, sono stato sullo Jotunheimen ed ho trovato tutto semplicemente favoloso.

Di recente ho scoperto anche una interessante e vivo movimento cinematografico (Troll HunterLet The Right One InDead Snow... parlando solo dei primi titoli che mi vengono in mente).
Ed ora questo Cold Prey.

Un gruppo di amici si ritrova intrappolata in un vecchio hotel abbandonato dopo che uno di loro ha subito un brutto incidente con lo snowboard... intrappolati perchè qualcuno li sta cacciando.

Il bianco, freddo ed immenso Jotunheimen è un posto assolutamente perfetto per ambientarci un thriller/horror ed insieme al maestoso e angosciante hotel in cui la storia si svolge recita un ruolo di primo piano.

Roar Uthaug e la sua squadra di scrittore ha creato una storia molto solida (anche se non esattamente complessa... I più intuiranno tutto fin dall'inizio) e dirige un film dove la tensione è sempre alta e con un ottimo bilanciamento fra violenza e sangue.
E' chiaro che l'ispirazione maggiore per il cattivo deriva da film come Halloween (Michael Myers) e dal Jason Voorhee di Venerdì 13. Il cacciatore di Cold Prey è un buon personaggio, ma ovviamente non c'è paragone con le due leggende appena citate, soprattutto in quanto a carisma.

Ottime prove da parte di tutti gli attori. Da segnalare fra loro Ingrid Bolsø Berdal (che reciterà poi in I Diari di Chernobyl) e Tomas Alf Larsen (in Troll Hunter)









[film - recensione] I Diari di Chernobyl (2012)

Era il 1986 ed avevo 10 anni... Ricordo ancora quando la notizia apparve in tv e sui giornale. Le parole spese su quello che era successo, sulla nube radioattiva che avrebbe potuto colpire ovunque, della povera gente che era morta e di quelle che presto le avrebbero seguite.
Proabilmente 10 anni non erano abbastanza per capire a pieno la magnitudo di un disastro simile, sicuramente non allora ma ha lasciato un segno profondo negli anni a seguire.
Con il passare del tempo Chernobyl non è mai completamente scomparse dalle nostre menti (immagino sia invece scomparsa da quelle di chi siede nella stanza dei bottoni, ma questa è un'altra storia) e racconti, leggende hanno cominciato a fiorire.
Parliamo chiaramente : il luogo, la sua storia, tutte quelle voci che circolavano, il senso di segretezza che sembrava nascondere qualcosa, tutto ciò è un richiamo fortissimo per l'immaginazione delle persone e al storia della cinematografia dell'orrore è piena di storie dove mutazioni, olocausti e disgregamento della società è costruito attorno a disastri (o guerre) nucleari e Chernobyl è stato terreno fertile.

Senza andare troppo indietro nel tempo posso citare un buon sparatutto in prima persona (S.T.A.L.K.E.R.) ed ora quest film, che ci narra la storia di sei turisti (ed una guida locale) in un tour estremo nella città di Pripyat, dove gli operati del reattore di Chernobyl vivevano e che fu abbandonata velocemente, lasciando dietro di se una città fantasma. Ovviamente la gita si trasforma in un incubo (è un film horror d'altronde!) e i nostri eroi dovranno combattere per sopravvivere.

Bradley Parker (alla sua prima prova dietro la cinepresa dopo essere stato un tecnico degli effetti speciali in film come Fight Club, xXx, e Lake Placid) dirige un film dove, perlomeno, non vengono sfruttati troppi stereotipi soliti del genere, a parte il dualismo fra fratello buono (Jesse McCartney/Chris, meglio conosciuto come cantante ma con alcuni titoli, fra film e serie tv, alle sue spalle) e il fratello cattivo ed instabile (Jonathan Sadowski/Paul, solitamente attore da film tv ma che ha avuto una parte anche nel remake di Venerdì 13 di Nispel) ma manca assolutamente dove un film girato in un posto simile DEVE avere il suo punto di forza : atmosfera, atmosfear inquietante e malata!

Il tentativo di far montare la suspence per tutta la prima parte fallisce quasi del tutto, quindi anche il resto del film ne paga le conseguenze... per questo ma anche perchè tutto sembra succedere fin troppo in fretta o, meglio, non sembra che accada poi molto prima che la fine arrivi (che rimane comunque abbastanza facile da intuire).

La regia debole è anche il motivo per cui i vari personaggi sembrano alquanto piatti, nonostante gli attori non abbiano recitato male.
Tra di loro possiamo trovare Ingrid Bolsø Berdal (Cold Prey I/II, un film che sicuramente Parker ha mancato di vedere, in quanto pregno di ogni cosa che manca in questa sua opera), Nathan Phillips (Snakes on a planeWolf Creek), un attore solito alle serie tv (Devin Kelley - The Chicago Code) ed una caratterista (Dimitri Diatchenko, cattivone russo in alcuni film e serie tv).
Per concludere, questa è un'occasione persa per creare un buon titolo e tutta la colpa è sia del regista che del suo team di scrittori, ma è anche vero che in giro ci sono molti film parecchio peggiori di questo il quale comunque un po' riesce ad intrattenere.
Dategli un'occhiata
(le immagini animate non sono fatte da me)











[film - recensione] Antiviral (2012)

Alcuni spoilers sono presenti

Sono le menti malate che minano la società dal suo interno?
Oppure è la società stessa che è marcia ed infetta ognuno di noi in maniera diversa, così come un virus può far ammalare qualcuno ma essere inattivo per altri?

Mentre la società è dominata da pochi (I Potenti) è sicuro come l'inferno che ognuno di noi è condizionato da essa e spesso molti anelano di essere come i personaggi che la società pubblica sulle sue copertine patinate o sui grandi schermi.

Perciò ci sono persone che vestono esattamente come i loro idoli, che cambiano il colore dei capelli, cominciano a consumare bevande pubbliciazzate da loro in tv. Ci sono addirittura persone che subiscono operazioni chirurgiche per assomigliare al loro feticcio.
Ovviamente lungo tutta la storia del cinema molti registi hanno firmato il loro personale manifesto di denuncia e adesso si è unito a loro anche Brandon Cronenberg

Nel suddetto film la società civile ha raggiunto un livelo malato di isteria mediatica : le persone si recano in clinica per farsi iniettare le stesse malattie che hanno le loro star preferite... Ancora peggio, si nutrono di carne fatte crescere in laboratorio da cellule estratte da loro!

All'interno di questo triste e malato mondo un giovane venditore, che lavora per la leader mondiale dei suddetti business, cade definitivamente preda della sua stessa mania, guidando l'intera società verso l'ultima follia.

Brandon Cronenber, ovviamente figlio di David, dirige un film lento (mi ha ricordato parecchio il ritmo di Spider, opera proprio del padre) ma non noioso, tutt'altro. L'apparenza asettica di alcune scene crea un forte contrasto con le azioni bestiali che le persone vi attuano.

L'attore principale, Caleb Landry Jones (X-Men : First Class, The Last Exorcism), ha dato vita ad una performance assolutamente fantastica e nel film da segnalare anche la presenza del grande Malcom McDowell (credo non ci sia bisogno di elencare i suoi lavori)